Stavolta vi metto un inizio neutro, magari mi fate un racconto semiserio :tadan:
N.B. Non è necessario scrivere in modalità "delirio nanico" (es. Claudio Lippi & Co.)
LA PENISOLA DEL TESORONanoDiPalombaroSabina (NdPS) era sempre stato un nano diverso dai suoi concittadini. La maggior parte passava le giornate seduti sui portici delle loro case con le canotte bianche e i peli in vista a far passare il caldo e a commentare male i "giovini".
Insomma, quella città (Pregno sull'Adda) gli stava stretta, tanto che gli avevano dato quel nome (apparentemente senza alcun nesso logico).
I suoi amici lo scherzavano perchè non amava far passare il caldo sotto i portici, anzi, non amava proprio niente di quella città.
Un giorno si alzò e vedendo che nonostante il Sole dovesse ancora sorgere tutti i vecchiacci erano già pronti a far passare il caldo seduti sotto i portici decise che quella era l'ultima goccia che faceva traboccare il vaso.
Doveva scappare.
Ma dove?
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Complimenti a NdCG! Continua così!
Si rese conto in quell’istante che durante tutti quegli anni passati a Pregno sull’Adda, non aveva mai approfondito la geografia del territorio circostante, non sapeva nemmeno se al di là del fiume Pregno si sarebbe presentato un territorio a lui ostile. ma non poteva aspettare oltre, doveva lasciarsi alle spalle quell’insistente tripudio di peli e sudori sotto i portici, quelle serate trascorse a contemplare il deteriorarsi della vernice sui balconi e sugli stipiti, quei pranzi estivi a base di cotiche glassate al sugo di rabarbaro e torta di anguille in crosta di gabbiano. Raccolse in una borsa la sua intera collezione di canotte colorate (che aveva custodito in gran segreto nel suo comodino), raccattò i suoi risparmi, si munì di un cestino da pic-nic... e si diresse verso il confine. il fiume Pregno davanti a lui, la nebbiolina dell’alba che lo avvolgeva: era il momento giusto...
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Vince di nuovo NdCG (perchè unica partecipante, mo voo detto

)
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...Chiuse per un lungo istante i suoi occhietti color cremisi ed immerse lentamente ma con decisione il suo allucione nell’umida acqua del fiume Pregno... ce l’aveva fatta, aveva iniziato la sua nuova vita.
Da quel momento in poi, come un gabbiano in preda a spasmi post-indigestione, corse e saltellò sempre più lontano, non si sa verso dove, l’importante era dimenticare il più presto possibile l’acre odore di cui negli anni si erano impregnati gli inermi portici, immobili loro malgrado, costretti ad ospitare giorno dopo giorno i cittadini di Pregno sull’Adda.
NdPS corse a perdifiato perdendo la cognizione del tempo, l’orientamento e persino una delle canotte che aveva portato con sè (quella giallo paglierino per la precisione, e quindi non fu una gran perdita...).
Si trovò a notte fonda in uno scenario a lui sconosciuto, fatto di delicate costruzioni dalle eteree guglie, dove se ne stavano abbarbiccati fenicotteri dal fluttuante piumaggio. A dire la verità, questa visione dava a NdPS un certo senso di instabilità e più volte mentre le osservava perse l’equilibrio nonostante fosse fermo immobile, a solo 105 centimetri da terra, però tra sè e sè decise che tutto sommato gli piaceva.
Raccolse tutto il suo coraggio e si diresse verso il centro di quello che, anche se così insolito, doveva essere un villaggio, nella speranza di trovare ospitalità per la notte e, perchè no, una scodella di buona zuppa di trippa calda aromatizzata al finocchietto..."
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Di nuovo vince NdCG
Di nuovo unica partecipante

Girovagò per qualche lungo minuto tra i vicoli tortuosi del villaggio, i fenicotteri gli apparivano sempre più minacciosi dall’alto dei loro equilibri sulle guglie, e una sottilissima brezza freddina si iniziava ad insinuare tra i peli crespi della sua barba (ebbene si, nonostante i litri di balsamo al sebo, la barba restava sempre crespa, mannaggia!). NdPS non era abituato ai climi freddi, non sapeva neanche bene cosa fosse un pullover e la sola espressione “maniche a reglàn” lo faceva riiiidddere, ma riddere... per ore ed ore. E con se aveva solo quella collezione di canotte colorate. Il freddo si faceva più tagliente via via che passavano i lunghi istanti del suo peregrinare in terra straniera.
Poi lo vide. Illuminato dalla trasversale luce della sera, l’insegna che ancheggiava ammiccante ad ogni alito di vento, le finestre adornate con deliziose tendine in velluto bordeaux e nappe da chilo... ERA UNA TRIPPERIA! E come tutti ben sanno, puoi anche essere in mutande al polo nord, ma con un piatto di trippa ti scaldi per almeno 75 ore.
Non attese certo di sentire un secondo richiamo delle sue papille gustative e del gorgogliare del suo secondo stomaco: raccolse il cestino da pic nic da terra e si diresse di gran lena verso quel luogo di giubilo dei sensi...
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“Gneeeck” fece la porta. Il buio lo accolse, sembrava che il proprietario si fosse dimenticato semplicemente di chiudere a chiave e che se ne fosse andato dal locale... NdPS aveva freddo, fame, e tanta voglia di trippa.
Si avventò senza pensarci due volte su uno dei tegami lasciati lì incustoditi e, proprio mentre era lì col sughetto che gli colava sulla barba scorse un’ombra. Poi il nulla.
Si risvegliò in preda ad una maschia emicrania. Tutt’intorno sabbia, mare... e una fantastica femmina di nano in bikini. “Chi... chi sei?” disse NdPS “Mi chiamo NanadiNociDiCocco” disse lei.
NdPS abbassò lievemente lo sguardo e capì che mai nome fu più adatto...
Quello che successe nei successivi 48 minuti non è dato descriverlo, vi basti sapere che il profumo alla malva di NdNDC si insinuò tra la barba di NdPS, la cui canotta fu ritrovata sepolta sotto 1 metro di sabbia solo 8 anni dopo.
Quella sera, quando NdPS si stava lentamente rendendo conto di quanto tempo aveva sprecato a Pregno sull’Adda facendo passare il caldo sotto i portici, NdNDC gli disse: “ora che hai dato prova del tuo valore posso finalmente spiegarti tutto e dirti dove ti trovi”. NdPS sbadigliò, la guardò pregnamente e disse: “Nocina di cocchina mia, non mi interessa sapere niente di più. Ho trovato finalmente la mia Penisola del Tesoro, sai, come quella del libro di NanoDiStevenson...”. NdNDC sorrise, gli versò dell’altro succo di trippa e sussurrò: “Bene puccipocciottopuccioso mio, allora domani sera possiamo andare a far passare il caldo sotto i portici insieme ai miei genitori..!”
Il tramonto tropicale fu scosso da un urlo isterico e cupo. E nel chiarore dell’ultimo rosso sole, una piccola sagoma di nano in canotta colorata fuggiva verso nuove avventure.
Un racconto interamente fatto da NdCG!
Edited by NanoDiSelce - 1/8/2008, 11:35